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martedì 4 marzo 2014

La Bella e la Bestia

"1810. Dopo aver perso la sua fortuna in mare un mercante è costretto a ritirarsi in campagna con I suoi sei figli. Una di questi è Belle, la più giovane. Durante un viaggio il padre scopre il castello della Bestia che lo condanna a morte per aver rubato una rosa. Belle decide allora di offrire la propria vita in cambio di quella del genitore. Non è però la morte ciò che l'attende."

(tratto da www.mymovies.it)

La storia è risaputa, specialmente dopo l'uscita del cartone Disney nel 1991 che l'ha resa celebre in tutto il mondo. La favola, è una delle mie preferite e questa rappresentazione mi è piaciuta molto. Per la prima volta ho visto in versione abbastanza reale una novella che nella mia testa poteva solo essere immaginata.
Bello il film, bello il mondo che viene ricreato, anche se si perde un po' il senso della storia.
Si parla della famiglia di Bella, del passato della Bestia, quando era un principe umano, tralasciando però il presente e come la Bestia cambia atteggiamento conoscendo Bella. Si innamorano vedendosi solo qualche volta a cena, dove spesso litigano. Insomma, a parte la scena del ballo, manca tutta la sostanza dell'avvicinamento tra i due e del cambiamento di carattere del principe leone.
Visto la bellezza di tutto il resto, delle ambientazioni, dei costumi, degli effetti speciali, forse il film meritava 30 minuti in più in cui descrivere le emozioni, che sono la vera parte portante della favola.
Capire come possa essere possibile innamorarsi di una Bestia e capire come si possa cambiare in meglio il nostro carattere.

Vincent Cassel non è tra i miei attori preferiti... anzi preferisco la Bestia alla versione Principe!!! Però per fortuna non si vede spesso con le sue vere sembianze... insomma non mi piace proprio!

Tutto sommato, anche se manca la parte emozionale, sentimentale, il film è bello e mi è piaciuto. Poteva solo essere fatto un po' meglio! Come raccontare una favola, senza però trasmettere le emozioni più importanti!



giovedì 20 febbraio 2014

Sotto una buona stella

"Federico Picchioni è un uomo d'affari di successo che lavora per una holding finanziaria e vive in una casa lussuosa con la giovane fidanzata, Gemma. I due figli avuti dalla ex moglie, Lia e Niccolò, abitano invece con la madre. Quando la donna muore, Federico si trova costretto ad accogliere in casa i due ventenni, che lo detestano per aver abbandonato la famiglia, più una nipotina nata da una passata relazione di Lia. Contestualmente, un socio di Federico viene arrestato dalla Finanza, non prima di aver dilapidato tutte le sostanze dei colleghi e aver compromesso la loro reputazione. Gemma, che non sa che farsene di un compagno disoccupato e con figli a carico, lascia Federico. Ed ecco che entra in scena Luisa Tombolini, una "tagliatrice di teste" tormentata dai sensi di colpa per il cinismo del proprio mestiere, che abita proprio nell'appartamento accanto ai Picchioni. Riuscirà questo mix di solitudini problematiche a raggiungere l'armonia?"

(tratto da www.mymovies.it)

Film veramente carino. Un film alla Verdone, un po' malinconico, nostalgico, crepuscolare, ma anche divertente, ironico, che rispecchia la vita di molti.
Bravissimi sia Verdone che la Cortellesi. Entrambi geniali! 

Le gag tra i due di lei che imita la parlata extracomunitaria e di lui che fa lo storpio per strada sono esilaranti!

Non sarà ovviamente un film da oscar, ma è un film che fa riflettere, sul significato della famiglia, sui figli, sull'amore, sul lavoro e la disoccupazione, sulle poche aspettative che ci sono oggigiorno in Italia per i giovani. Un film, tra l'aspro e il dolce, che rispecchia in pieno la nostra Italia, e gran parte degli italiani. 

Le risate non mancano, ma l'ironia è sempre frastagliata da quel senso di nostalgia, di inadeguatezza, di perdita. Malinconio e spensierato è un film da vedere, come la maggior parte dei film di Verdone.
Inoltre Verdone, in un punto del film, si fa portavoce dell'importanza dell'anima e dei sentimenti sia per i giovani che per gli adulti. In questa società, se hai un'anima, se provi dei sentimenti o se percepisci delle emozioni, vieni scambiato per depresso... e come dice un romano coatto (che dovrebbe essere un genio della musica visto che giudica dei provini musicali) "sei depressoooo, la gente vuole ridere". Si sacrificano e si annichiliscono così i sentimenti più puri che le persone dovrebbero invece mostrare quotidianamente. Di nuovo una condanna alla società attuale che soffoca la vera essenza umana.

Verdone in splendida forma e la Cortellesi frizzantissima!!! Bella coppia sul set, da riproporre!

Per me 4 stellete su 5 se le merita!!!

mercoledì 12 febbraio 2014

Smetto quando voglio

"Roma, i nostri tempi. A un ricercatore universitario viene negato il rinnovo dell'assegno di ricerca; ha 37 anni, una casa da pagare, una fidanzata da soddisfare, molti amici accademici finiti per strada, stesso destino. Pietro Zinni, un chimico, non vuole fare la loro stessa fine, non vuole essere umiliato facendo il lavapiatti in un ristorante cinese, né il benzinaio per un gestore bengalese. Le sue qualifiche e il suo talento non possono essere buttati al vento. Si ingegna e scopre una possibilità ai limiti della legalità: sintetizza con l'aiuto di un suo amico chimico una nuova sostanza stupefacente tra quelle non ancora messe al bando dal ministero. La cosa in sé è legale, lo spaccio e il lucro che ne derivano no. Ma fa lo stesso, i tempi sono questi. Pietro recluta così tutti i suoi amici accademici finiti in rovina, eccellenti latinisti, antropologi e quant'altro e mette su una banda. Lo scopo è fare i soldi e vedersi restituita un briciolo di dignità. Le cose poi prendono un'altra piega..."

(tratto da http://www.mymovies.it)

Commedia italiana divertentissima! Era molto tempo che non andavo a vedere film italiani e devo dire che ultimamente ne sono usciti molti davvero carini. 

Il regista, Sydney Sibilia, è un esordiente, che con questo film è riuscito a fare il botto. Film di successo fin dal primo weekend dall'uscita nelle sale, commedia divertente che tratta la crisi attuale dei ricercatori e il problema del lavoro in Italia. Tremendamente reale e vera, tratta i temi delle raccomandazioni, del precariato, del bisogno di uno stipendio per farsi una famiglia. 

Nonostante i temi "critici" di fronte ai quali la maggior parte dei giovani, e dei quasi non più giovani,  si trova a dover combattere tutti i giorni, il film riesce ad avere una chiave ironica, regala risate e scene divertentissime, alla portata di tutti. Assolutamente non volgare, visto il tema trattato. 

I personaggi sono umanissimi, veri e reali nelle loro paure, imperfezioni, nei loro errori e anche in quello che hanno di buono. Edoardo Leo, il protagonista, è strepitoso e trascina il pubblico con sè nella sua impresa. Bravissimi anche gli altri, il chimico-lavapiatti, i latinisti-benzinai, l'antropologo-in cerca di lavoro... bravi tutti, incluso Neri Marcorè.
Valeria Solarino, nel film compagna di Edoardo Leo, interpreta una psicologa che lavora all'interno di un centro di recupero per tossicodipendenti. Molto brava anche se il suo personaggio è molto rigido... sinceramente l'avrei vista meglio un po' più morbida e affettuosa, invece che fredda e calcolatrice... sembra più un ingegnere!!!

Nel complesso film divertente, curato, ottimo per passare bene una serata e riderci su di gusto!



lunedì 10 febbraio 2014

The Wolf of Wall Street

"Jordan Belfort è un broker cocainomane e nevrotico nella New York degli anni Novanta. Assunto dalla L.F. Rothschild il 19 ottobre del 1987 e iniziato alla 'masturbazione' finanziaria da Mark Hanna, yuppie di successo col vizio della cocaina e dell'onanismo, è digerito e rigettato da Wall Street lo stesso giorno in seguito al collasso del mercato. Ambizioso e famelico, risale la china e fonda la Stratton Oakmont, agenzia di brokeraggio che rapidamente gli assicura fortuna, denaro, donne, amici, nemici e (tanta) droga. Separato dalla prima moglie, troppo rigorista per reggere gli eccessi del consorte, Jordan corteggia e sposa in seconde nozze la bella Naomi, che non tarda a regalare due eredi al suo regno poggiato sull'estorsione criminale dell'alta finanza e la ricerca sfrenata del piacere. Ma ogni onda cavalcata ha il suo punto di rottura. Perduti moglie, amici e rotta di navigazione, Jordan si infrangerà contro se stesso, l'inchiesta dell'FBI e la dipendenza da una vita 'tagliata' con cocaina e morfina."

(tratto da www.mymovies.it)

Ho visto questo film in completa tensione. Tre ore di rigidità muscolare. Sono uscita che non capivo bene se ero disgustata, scioccata o che altro. Ci ho dovuto riflettere, come se lo dovessi metabolizzare.
A due giorni di distanza posso dire che è fantastico, come è strepitoso Leonardo DiCaprio ed eccezionale Scorsese.

A primo impatto sono rimasta come influenzata negativamente dal film, perchè narra uno stile di vita, un modo di lavorare, un'assenza di affetti familiari, che io non approvo, che non condivido e che mai e poi mai accetterei nella mia vita. E' stato come vedere proiettato davanti ai miei occhi tutto quello che di più lurido, orrido, vergognoso, volgare, ci possa essere e che assolutamente non vorrei mai facesse parte della mia vita. Mi sono alzata alla fine del film come se fossi io sotto l'effetto di droghe anestetizzanti, proprio perchè Jordan Belfort rappresenta tutto quello che io non vorrei mai nella mia vita.

Però poi, passata, la terribile sensazione emotiva di quello che si ripudia, ho apprezzato moltissimo questo film. A parte l'indiscussa bravura di Scorsese e di DiCaprio, e di tutti gli altri attori, il film condanna proprio la figura e la persona di Jordan Belfort. Condanna il suo stile di vita fatto di droga, sesso, tradimenti, soldi, truffe. Condanna il protagonista, la sua vita, ma anche il suo metodo di lavoro. Il fatto di riuscire a vendere prodotti scadenti alle persone oneste. Purtroppo è quello che spesso capita anche nelle nostre vite, nel lavoro quotidiano. E' una condanna a non essere dalla parte del cliente, per guadagnare i propri profitti sulla pelle e sui risparmi degli altri.

Troppo spesso in un momento di crisi gli stipendi delle persone vengono calcolati in percentuale sulle vendite che ogni signolo addetto riesce a piazzare (in qualsiasi campo dai broker, alle banche, alle automobili, alle mutande, agli elettrodomestici). Nel momento in cui l'addetto alle vendite sa che il suo stipendio aumenterà all'aumentare delle vendite, lui cercherà di "rifilare" alla clientela di tutto! Ed è giusto questo? Questa eterna corruzione e svendita di se stessi? E se invece pensassimo di vendere una cosa in meno, ma vedere il cliente soddisfatto?

Film intelligente, che ti porta a toccare il fondo con il protagonista, proprio per condannare apertamente tutto quello che di sbagliato e di corrotto c'è nella nostra quotidianeità. Un film dove trionfano l'avidità e la totale amoralità; ed è proprio questo trionfo che condanna quella vita tanto spregiudicata di Belfort.
Mi chiedo solo quanti tra i giovani vedranno nel film un Belfort eroe da imitare e quanti invece come il modello da non seguire assolutamente.

Del resto alla fine del film, Belfort viene condannato e una volta scontata la pena, torna a fare dei corsi "motivazionali" per insegnare alle persone "a vendere il ghiaccio persino agli eschimesi". Non è forse un corso come quello che fanno fare ai commerciali di ogni settore? E allora chi avrà realmente vinto, la giustizia o Jordan Belfort?

Credo che stia ad ognuno di noi scegliere quale strada intraprendere!!!
Ne consiglio la visione.

 

venerdì 7 febbraio 2014

Tutta colpa di Freud

Due domeniche fa sono andata a vedere "Tutta colpa di Freud". Stupendo!

Trama da MYmovies: uno psicologo cinquantenne, Francesco, è stato lasciato solo dalla moglie ad allevare tre figlie e continua a farlo con grande amore e attenzione nonostante l'ultima abbia già compiuto 18 anni e la prima abbia superato i 30. Le tre figlie sono particolarmente sfortunate in amore: Sara, omosessuale, viene regolarmente lasciata dalle fidanzate quando le cose si fanno serie; Marta, libraia, si innamora di scrittori che non la ricambiano; Emma, maturanda, ha avviato una storia con Alessandro, coetaneo di suo padre e per giunta sposato con Claudia. A complicare ulteriormente le cose, Claudia è l'amore segreto di Francesco, che la incontra ogni giorno ma non osa rivolgerle parola, inizialmente ignaro che sia proprio lei la moglie del fedifrago.

Un film strepitoso, dove tutti vorrebbero Francesco come amico e padre, la figura ideale. Non ci sono volgarità, nonostante i temi intimi trattati e addirittura anche le parolacce si contano sulle dita di una mano e comunque sono parole di dominio ormai comune! Sono riusciti a trattare i temi dell'amore, della solitudine, dell'omosessualità, della differenza di età, di handicap, di tradimenti e crisi matrimoniali in maniera eccellente.

Nei panni di Francesco, Marco Giallini, che seguo da quando ero piccola e finalmente posso dire di vederlo valorizzato come attore. In tutti i film o fiction che ha fatto, l'ho sempre visto come messo nell'ombra, come lasciato da parte, sotto una campana di vetro che gli impediva di mostrare il suo talento. Per me è un grande e qui ha la possibilità di dimostrare al pubblico le sue doti.

E, come se non bastasse, cosa assai rara al cinema, ho riso di gusto! Ironico, commovente ed emozionante.
Se non sapete che film andare a vedere, beh segliete "Tutta colpa di Feud", merita sicuramente il costo del biglietto e il vostro tempo!

Nel cast anche Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Edoardo Leo, Giulia Bevilacqua, per la regia di Paolo Genovese.