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domenica 14 dicembre 2014

Maurizio de Giovanni - Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone

"Un giovane ricercatore di grande talento e sua sorella, una ragazza tanto bella da togliere il fiato, vengono assassinati nel loro misero appartamento. Qualcuno ha interrotto le loro vite un attimo prima che trovassero il riscatto, ma non sembra esserci movente. Lojacono e Di Nardo sono impegnati in una corsa contro il tempo. Gigi Palma, il commissario, è stato chiaro: risolvere il caso, e in fretta, non significa solo assicurare un assassino alla giustizia, ma anche salvare il commissariato di Pizzofalcone, che qualcuno desidera chiudere per lavare una macchia del passato. Avranno l'aiuto di tutti i colleghi: Romano, Aragona, Calabrese e Pisanelli. Ognuno con le proprie paure, ognuno con le proprie ferite, ognuno grato quando uno sprazzo di calore sembra allentare per un momento la morsa del freddo.
***
Da soli erano dei reietti. Insieme sono la piú formidabile squadra di poliziotti della città. Per tutti continuano a essere i Bastardi di Pizzofalcone.
Luigi Palma, detto Gigi: commissario. Combatte il gelo. Non ha figli, ma è piú padre di chiunque.
Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: vicecommissario. Ha il gelo dentro. Vorrebbe essere padre di nuovo.
Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore. Lui il gelo lo odia. È alle prese con l'essere padre.
Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo. Vive nel gelo. Avrebbe voluto essere padre.
Ottavia Calabrese, detta Mammina: vicesovrintendente. Tiene fuori il gelo. Affascinata da chi non è padre.
Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente. Sceglie il gelo. In lotta col padre.
Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto. Aspetta la fine del gelo. Del padre non gli importa nulla"

Ancora un Maurizio de Giovanni stupendo! Libro che colpisce, da leggere tutto d'un fiato e quando arrivi in fondo ti chiedi, quanto dovrò aspettare per leggere come va avanti? 
De Giovanni è formidabile nell'intrecciare le vite private dei suoi protagonisti con le ricerche del commissariato. Riesce a dare spessore al giallo e vita ai suoi personaggi, come pochi scrittori italiani sanno ancora fare. Così come riesce a far vivere la sua città, Napoli, e riesce a farla amare anche a chi Napoli non la conosce o vive in realtà molto distanti.
Lo scrittore è riuscito a creare una squadra formidabile di investigatori, ai quali il lettore invetabilmente si lega. Non si può non diventare amici di Lojacono, di Alex, di Romano, di Aragona e di tutti gli altri. E' inevitabile, nonostante il gelo, nonostante i loro demoni personali, i loro tormenti, ti entrano tutti nel cuore e non riesci più a liberartene e ti verrebbe voglia, se fosse possibile, di chiamarli al telefono, per sapere come stanno, per aiutarli nelle loro scelte, come si farebbe con un amico intimo! 
Solo un appello a Maurizio: veloce veloce veloce, che dobbiamo leggere come continua la storia dei Bastardi!!!

sabato 13 dicembre 2014

Alessandro Baricco - Smith & Wesson

"Tom Smith e Jerry Wesson si incontrano davanti alle cascate del Niagara nel 1902. Nei loro nomi e nei loro cognomi c'è il destino di un'impresa da vivere. E l'impresa arriva insieme a Rachel, una giovanissima giornalista che vuole una storia memorabile, e che, quella storia, sa di poterla scrivere. Ha bisogno di una prodezza da raccontare, e prima di raccontarla è pronta a viverla. Per questo ci vogliono Smith e Wesson, la coppia più sgangherata di truffatori e di falliti che Rachel può legare al suo carro di immaginazione e di avventura. Ci vuole anche una botte, una botte per la birra, in cui entrare e poi farsi trascinare dalla corrente. Nessuno lo ha mai fatto. Nessuno è sceso giù dalle cascate del Niagara dentro una botte di birra. È il 21 giugno 1902. Nessuno potrà mai più dimenticare il nome di Rachel Green? E sarà veramente lei a raccontarla quella storia?"

Dopo gli ultimi due libri di Baricco, che mi hanno fortemente deluso, finalmente un libro di nuovo in salita. Dopo aver letto le sue ultime due pubblicazioni, mi sono detta: " Ok, compro anche questo... se 3 su 3 mi deludono, smetto di comprare i suoi libri!". 
E invece, sorpresa delle sorprese, mi è piaciuto moltissimo, per la trama, per le emozioni che descrive, per come è scritto il testo. Baricco è geniale. Purtroppo non raggiunge la perfezione come con Oceano mare o Seta o Novecento e chissà se la ri-raggiungerà mai... sinceramente spero proprio di sì! 
Dopo le geniali idee degli ultimi due libri, sviluppate però in maniera asfittica, senza un finale degno di memoria, ero rimasta come svuotata, in sospeso verso il nulla. E i libri di Baricco non possono e non devono lasciare un senso di vuoto nel lettore... è impossibile. Con Smith & Wesson si è finalmente ripreso, mi è piaciuto ed ho adorato anche la presentazione che ha fatto dal vivo presso la libreria Feltrinelli. 
Compratelo, perchè ne vale la pena... il vero Baricco sta tornando!


domenica 21 settembre 2014

I Culturativi - ottavo incontro con Riccardo Lorenzetti

Dopo le vacanze estive, riprende il via l’iniziativa culturale ideata ed organizzata dalla Contra
da Porta a Sole, una delle otto che compongono l’Associazione Sagra San Giuseppe di Torrita di Siena. Ripartirà infatti con il mese di settembre la seconda stagione de “I Culturativi – gli aperitivi di contrada dedicati alla cultura”, iniziativa che ha raccolto nella scorsa edizione la favorevole accoglienza di un vasto pubblico.

Il primo appuntamento, fissato per sabato 27 settembre 2014, alle ore 18,30, presso il Teatro Comunale degli Oscuri di Torrita di Siena in piazza Matteotti, nel centro storico del paese, vedrà come protagonisti Riccardo Lorenzetti e Tommaso Mattei.
Riccardo Lorenzetti, vecchia conoscenza de “I Culturativi”, toscano di Petroio (in provincia di Siena), ha una ventennale esperienza tra radio, carta stampata e televisione, dove ha lavorato come autore occupandosi soprattutto di calcio e sport in generale, ma anche spettacolo e cultura, cronaca nera e rosa, politica. Dopo il suo libro d’esordio, “L’anno che si vide il Mondiale al maxischermo” (2013), presenterà all’interno dell’incontro la sua nuova opera, “La libertà è un colpo di tacco” (2014) edito da “Curcio Editore”.

Ambientato nel Brasile del 1982, il libro si sviluppa sullo sfondo del trionfo del Corinthians di San Paolo, la squadra di futebol con cui Socrates in quell’anno vinse il campionato paulista, dando una spallata al regime militare al seguito della sua bizzarra “Democracia Corinthiana”. Raccontata con gli occhi di un ragazzo innamorato del calcio e del giornalismo, la storia dei personaggi ci aiuta a conoscere un pezzo di storia recente del Brasile: un papà che sparisce misteriosamente la notte del millesimo gol di Pelè, un vecchio saggio che si lascia andare alla sua saudade per i tanti campioni del glorioso passato verdeoro. Poi, un ragazzo che si guadagna da vivere facendo il gigolò nella San Paolo bene. Ognuno di loro porterà più o meno consapevolmente il suo contributo alla libertà, che arriva leggera ed elegante, come una canzone di Vinicius de Moraes o una ballata di Caetano Veloso.
 
Anche Tommaso Mattei, come Riccardo, è toscano (di Firenze) e giornalista. La sua professione la deve alla mamma, che a sua insaputa lo iscrive ad un master in giornalismo a Milano. Nel 2005 inizia una collaborazione con Calciopiù, storica testata Toscana di calcio dilettantistico e giovanile, e allo stesso tempo è corrispondente della Toscana per Radio Modena ed altri giornali. Nel 2006 la grande occasione: uno stage a Italia 7. Dalla cronaca alla politica passando per la cultura e il costume, la formazione è totale. I primi articoli in onda, la prima diretta, le prime responsabilità. Nel 2008 viene inserito nella squadra di Platinum Calcio, conduce le trasmissioni, viaggia per l’Italia e per l’Europa, effettua le prime grandi interviste nel mondo del pallone. Sempre nel 2008, inizia a condurre le prime trasmissioni radiofoniche, in primis su Lady Radio che decide di scommettere su di lui. Nel 2010 arrivano il mondo del web (Mattei diventa vicedirettore di firenzeviola.it e poi fiorentina.it.) e le prime corrispondenze nazionali, prima con Dahlia tv poi con Sportitalia. A Dicembre dello stesso anno inizia la sua avventura con l’emittente radiofonica nazionale Radio Sportiva e dopo qualche mese anche con la mitica Radio Blu, oltre alle sue pubblicazioni sulla carta stampata del Brivido Sportivo. In mezzo a tutto ciò tante serate come presentatore culminate con la consegna del fiorino d’oro a Stefano Borgonovo davanti a 40.000 persone. Oggi Tommaso Mattei ha anche un proprio blog.

Gli incontri, nei quali conosceremo meglio gli autori e le loro pubblicazioni, sono aperti a tutti e, a seguire, al termine della serata, la Contrada di Porta a Sole offrirà ai partecipanti un’aperi-cena nei locali della biblioteca comunale.

Per informazioni e prenotazioni: iculturativi@gmail.com - Ingresso libero


martedì 25 febbraio 2014

Nessuno sa di noi - Simona Sparaco

"Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di "sesso a comando", di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo "corto". Ha qualcosa che non va. "Nessuno sa di noi" è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola." 

(tratto da www.ibs.it)

Un libro toccante, di quelli che a tratti è bellissimo e a tratti sembra che ci sia qualcuno di fronte a te che ti dà un bel pugno nello stomaco. Un libro doloroso, di quelli che per leggerli ti fa sudare.
Il tema non è dei più semplici, visto che tratta dell'aborto terapeutico. Si legge tutto d'un fiato, in un giorno, al massimo due, perchè il lettore deve sapere a tutti i costi come va a finire.

Indipendentemente da quello che si possa pensare o credere a livello personale sull'aborto, è un libro meraviglioso, che legge dentro alle persone che ci sono passate, sia quelle che hanno scelto per la vita che quelle che hanno optato per l'interruzione. Luce fa la sua scelta, ma insieme a lei, nella rubrica on line che legge ogni volta che ha bisogno di ossigeno, ci sono persone che hanno fatto o sono state costrette a fare scelte analoghe o diverse dalla sua. Si apre uno spaccato della mente umana femminile, sottoposta ad una scelta di fronte ad un bivio che dovrebbe essere inaccettabile.

Non tratta solo dell'aborto, ma anche del senso della famiglia, dell'amore, dell'egoismo delle persone nei momenti di difficoltà. Un libro completo a 360° che cerca di narrare, senza la presunzione di spiegare, il turbinio di emozioni, sensazioni, paure, ansie, che si presentano quando insorge il problema di una gravidanza "non normale", e tramite i racconti delle donne della rubrica anche i problemi di gravidanze non cercate o non volute. Una sorta di diario segreto dei pensieri e delle riflessioni che si fanno quando ci si ritrova in due con preblemi annessi, di qualsiasi sorta essi siano, dai più semplici ai più complessi.

Un libro intenso, profondo, intimo, meraviglioso... da leggere col cuore il mano. Un libro non semplice, tutt'altro, direi doloroso, di quelli che trafigge, ma infinitamente bello.



 


venerdì 21 febbraio 2014

Il senso del dolore - L'inverno del commissario Ricciardi - Maurizio De Giovanni

"Napoli, marzo 1931, mentre un inverno particolarmente rigido tiene la città stretta in una morsa di gelo, un assassinio scuote l'opinione pubblica per la ferocia con cui il crimine è perpetrato e per la notorietà del morto. Il grande tenore Arnaldo Vezzi viene trovato cadavere nel suo camerino al Teatro San Carlo prima della rappresentazione de "I Pagliacci", la gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. Artista di fama mondiale, amico del Duce, uomo egoista e meschino: a ricostruire la personalità della vittima e a risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini e temuto dai sottoposti per il suo carattere chiuso ed enigmatico, Ricciardi coltiva nel suo animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino "vede i morti" - ma solo chi muore di morte violenta - , coglie la loro immagine nell'ultimo momento di vita e ascolta le ultime parole; "il Fatto", come lo chiama lui, lo aiuta nelle indagini".

(tratto da www.ibs.it) 

L'ordine corretto di lettura sarebbe stato prima la saga del commissario Ricciardi, poi la serie dei Bastardi di Pizzofalcone. Io però per primo ho conosciuto Lojacono e a lui mi sono legata! 
Così finita, solo temporaneamente, la serie dei Bastardi, sono ripartita dalla più vecchia serie del commissario Ricciardi. De Giovanni è riuscito a stregarmi con la sua scrittura e allora perchè non leggere anche tutta questa serie?

Il senso del dolore dà il via alle indagini del commissario Ricciardi. Siamo sempre a Napoli, ma in un'altra epoca, inizi del 1931. Un periodo difficile per l'Italia, dove i ricchi stanno bene e i poveri fanno la fame, e dove tutte le persone amano e sono gelose dei loro amori. 

Il commissario ha un dono particolare, quando vede un cadavere è in grado di vedere, in quel corpo, il dolore, la sofferenza, il rimpianto e l'amore che se ne va. E' in grado di sentire le ultime frasi che pensa o dice o sussurra. Sono indizi anche questi che a volte lo aiutano nel trovare l'assassino, altre volte invece sono criptiche e difficili da interpretare. Un personaggio introverso Luigi Alfredo Ricciardi, che non parla delle voci che sente, per non essere preso per pazzo. Un commissario stacanovista e ligio al dovere, che è in gamba, e per quanto possa sembrare solo un commissario, nato per fare il commissario, in realtà dentro di sè è un uomo che ha sofferto molto, che ha provato sulla sua pelle e nella sua anima il dolore. E' un uomo che ama in gran segreto, di nascosto, spiando la vicina di casa, Enrica, dalla finestra di camera sua. 

Con lui il brigadiere Maione, legato a Ricciardi per un episodio che si porta nel cuore, il dottor Modo, che critica la società di allora, il fascismo e punta il dito contro i ragazzotti che vedevano a quei tempi un eroe in Mussolini.  

Alla fine di ogni romanzo De Giovanni incontra metaforicamente i suoi personaggi e dialoga con loro. Idea originale e bellissima per conoscerli meglio!

Da leggere assolutamente!



mercoledì 19 febbraio 2014

Buio - Maurizio De Giovanni

"Nel tepore ingannevole di un maggio malato, il raccogliticcio gruppo di investigatori comandato da Gigi Palma si trova a fronteggiare un crimine terribile: un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore, è stato rapito. Le indagini procedono a tentoni, mentre il buio si impadronisce lentamente dei cuori e delle anime e la morsa di una crisi di cui nessuno intravede l'uscita stravolge le vite di tanti, spegnendo i sentimenti più profondi. Anche un banale furto in un appartamento può nascondere le peggiori sorprese. I Bastardi dovranno essere più uniti che mai, per trovare insieme la forza di sporgersi su un abisso di menzogne e rancori dove non balena alcuna luce. Intanto, nel commissariato più chiacchierato della città, i rapporti di lavoro e quelli personali si complicano, e il vecchio Pisanelli prosegue la sua battaglia solitaria contro un serial killer alla cui esistenza nessuno vuole credere".

(tratto da www.ibs.it) 

Finalmente trovo un attimo di tempo per scrivere due parole su Buio, l'ultimo romanzo di Maurizio De Giovanni.
Il libro è il terzo volume della saga dei Bastardi di Pizzofalcone. O meglio il primo "Il metodo del coccodrillo" fa da apripista per la serie, lasciando poi spazio a "I bastardi di Pizzofalcone" e a "Buio".

Si ritrovano qui i personaggi che abbiamo lasciato, li ritroviamo tutti, e ritroviamo tutte le loro, ansie, passioni, paure, amori, ritroviamo le loro vite. Il romanzo ancora una volta è incalzante, una corsa contro il tempo per ritrovare Dodo, il bambino di dieci anni rapito.

Ancora una volta De Giovanni scrive in maniera magistrale, rende il lettore partecipe della scena, e spesso, quando si è immersi nella lettura, sembra di essere con loro, lì seduti nella stessa stanza di Aragona o di Lojacono, con al fianco Ottavia o Palma. E' un romanzo che fa perdere la cognizione del tempo, per catapultare il lettore sulle scene descritte, alla ricerca del rapitore o dell'assassino.

E' un romanzo nero, un giallo, ma con tutte le sfumature della vita, quella che si tesse tra il commissariato, le scene dei crimini, le strade e le abitazioni private dei personaggi. Proprio in questi ambienti si svelano sempre più le vite private e nascoste dei protagonisti del libro. Piano piano si capisce chi sono, cosa provano, cosa covano nel loro intimo più profondo. Oltre all'incognita dell'indagine, De Giovanni continua a costruire e a delineare i suoi personaggi, legandoli sempre di più al lettore.

Buio, c'è sempre buio, anche in ognuno di noi. Ci sono delle parti del libro che sembrano monologhi teatrali, bellissimi. La parte del "ci sono notti" o la descrizione di "maggio", un maggio malato che porta a rapire un bambino, o a commettere altri crimini. O l'incipit iniziale di Dodo che parla con Batman, il pupazzetto che gli ha regalato suo babbo. Sono tutti dei capitoli densi di emozioni, di sensazioni, che trascinano il lettore in quell'agonia delle sue parole. Sembra di vedere un attore che ne recita la parte. Sembra di leggere la realtà che si aggira nelle nostre città. Sì, perchè De Giovanni delinea una realtà, un mondo vero, una criminalità di tutti i giorni, come descrivere persone di tutti i giorni, quelli che ci stanno vicini di casa.

Maurizio De Giovanni ha la grande capacità di scrivere in modo che il lettore possa immaginare il film di quello che sta leggendo. Lo si vede bene, lo si vede scorrere perfettamente nella propria immaginazione durante la lettura. Dote davvero di pochi scrittori.

Bravo Maurizio! Ancora una volta ci hai legato al tuo romanzo, ai tuoi Bastardi, e sempre più noi lettori vogliamo scoprire cosa succede nella tua Napoli, cosa accade ai nostri amici del commissariato, e come finisce realmente Buio, perchè il libro è palese che prevede un seguito!!!
A quando un po' di Luce sul caso?!?! Ti aspettiamo con il quarto volume... e sappiamo già che non ci deluderai!!!

sabato 15 febbraio 2014

La cena di Natale di Io che amo solo te - Luca Bianchini

"È la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni, ma anche un po' più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no. La più sconvolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, "colpevole" di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il "Petruzzelli", in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto. L'obiettivo di Matilde è sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. E Ninella, che a cinquant'anni è ancora una guerriera, accetta la sfida. Sbaglia però a farsi la tinta "biondo Kidman", che la renderà meno sicura, ma non per questo meno bella. Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: una diciassettenne ossessionata dalla verginità (Nancy); una zia con tendenze leghiste (Dora); una coppia (Chiara e Damiano) in cui il marito forse ha messo incinte due donne, e un ragazzo gay (Orlando) che ha dovuto scrivere a mano su pergamena undici menu, in cui spicca il "supplì alla cozza tarantina" preparato con il Bimby. Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, ne succederanno di tutti i colori. Ma ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all'altra".

(tratto da www.ibs.it)

Questo romanzo è una piccola perla che si cosuma in meno di tre ore. A mio parere è necessario aver letto "Io che amo solo te", per poter apprezzare in pieno tutta la narrazione e tutti i personaggi. 
E' una narrazione semplice, veloce, ma vivace e rapida come lo scorrere del tempo tipico dei giorni e delle ore che precedono la notte di Natale.
E' un romanzo che immerge totalmente il lettore nella sua storia,  come se in quelle ore incontrasse davvero i personaggi del libro... come un incontrare prima del Natale amici di vecchia data.

Di nuovo Bianchini riesce a dare vita con grinta ed energia ai suoi personaggi del libro precedente, che non perdono nè di tono, nè di spessore. Sempre quei personaggi vivi, reali, con le loro ossessioni, i loro difetti e i loro pensieri più intimi e segreti. Sì, perchè anche a Natale ognuno porta nel suo cuore qualcosa che gli altri non possono neppure intravedere. Ognuno ha il suo segreto da celare e i suoi desideri da esprimere!

Bravo Luca, che ancora una volta ci hai legato ai tuoi personaggi, a Polignano a Mare e perchè no, anche al Natale!  
Un romanzo che è un buon seguito a "Io che amo solo te" e che ci porta a desiderare come sarà il pranzo di Pasqua, o il pranzo di Ferragosto... perchè ci siamo legati così bene a Ninella, a Don Mimì, a Chiara e Damiano, a Orlando e anche alla terribile Matilde, che non possiamo stare senza sapere cosa succederà poi!!!

Una lettura divertente e spensierata, di cui non potrete più fare a meno. Consigliato vivamente!!!

Nota per l'autore: a quando il seguito?!? Non vedo l'ora!!!



 

 

giovedì 13 febbraio 2014

I Culturativi - 22 febbraio incontro con il Dottorcosta




I Bastardi di Pizzofalcone - Maurizio De Giovanni

"Non hanno neanche il tempo di fare conoscenza, i nuovi investigatori del commissariato di Pizzofalcone. Mandati a sostituire altri poliziotti colpevoli di un grave reato, devono subito affrontare un delicato caso di omicidio nell'alta società. Le indagini vengono affidate all'uomo di punta della squadra, l'ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano con un passato chiacchierato ma reduce dal successo nella caccia a un misterioso assassino, il Coccodrillo, che per giorni ha precipitato Napoli nel terrore. E mentre Lojacono, assistito dal bizzarro agente scelto Aragona, si sposta tra gli appartamenti sul lungomare e i circoli nautici della città, squassata da una burrasca fuori stagione, i suoi colleghi Romano e Di Nardo cercano di scoprire come mai una giovane, bellissima ragazza non esca mai di casa, e il vecchio Pisanelli insegue la propria ossessione per una serie di suicidi sospetti".

(tratto da www.ibs.it)

I Bastardi di Pizzofalcone è la nuova "serie" di Maurizio De Giovanni. Nasce con Il metodo del coccodrillo, ovvero in questo primo romanzo incontriamo alcuni dei personaggi che faranno poi parte del commissariato di Pizzofalcone. Un commisariato che fa da limbo per quei poliziotti che sono stati accusati in passato di qualcosa... concorso con la mafia, aver sparato un colpo di pistola quando non doveva essere sparato, aver allungato le mani quando non si dovevano allungare. Insomma sembra raccogliere poliziotti di dubbia onestà e con una carriera forse compromessa per sempre.

Sarà invece questo nuovo commissariato e le nuove indagini a fornire ai protagonisti, ormai scoraggiati, una nuova possibilità di riscattarsi nei confronti della società che li ha emarginati. Lavoreranno duramente per scoprire cosa si cela dietro un omicidio e dietro ad un caso di presunto sequestro di persona. 
E durante le indagini scopriremo sempre di più chi è Peppino Lojacono, conosciuto nella caccia al coccodrillo, e con lui sveleremo il mondo intimo, profondo e privato di tutti gli altri protagonisti. Personaggi veri, reali, sentiti vicini dal lettore, come se fosse realmente persone esistenti. Potrebbero essere il vicino della porta accanto... tanto sono veri!

Il ritmo della narrazione è incalzante e Maurizio De Giovanni, con la sua abilità, lega il lettore al suo romanzo dall'inizio alla fine, fino a sembrare la lettura stessa una corsa contro il tempo alla ricerca disperata dell'assassino! Ancora un punto a favore dello scrittore, che è riuscito nuovamente a fare centro con il suo romanzo... come tuti gli altri del resto! 

Un romanzo giallo-noir, che mostra una Napoli attuale, dai sobborghi all'alta società, un romanzo nero che è in grado di contenere in sè la profondità umana dei personaggi che descrive, persone di tutti i giorni. Un romanzo completo a 360°. 

Assolutamente consigliato!
L'unica pecca?! Vi dispiacerà che sia finito troppo presto!!!















martedì 11 febbraio 2014

La vittoria di Marco e il folle sogno del dinosauro: eroi non estinguetevi - Claudio Marcello Costa

Sono due libri abbracciati in uno solo. Due testi strettamente collegati l’uno all’altro. “La vittoria di Marco e il folle sogno del dinosauro: eroi, non estinguetevi” scritto da Claudio Marcello Costa, noto come Dottorcosta, edito da Fucina.
Un libro che racchiude in sé due libri: il primo, dal titolo Il sogno del dinosauro, è un libro di ricordi e di esperienze dove nelle imprese degli eroi si intravvede il mito dell’uomo antico, mito che promette speranza là dove il pericolo non lascia scampo e tantomeno scorgere vie di salvezza. I numi tutelari di questa prima parte del libro sono gli eroi che hanno giocato nella loro vita con il destino: Mick Doohan, Loris Capirossi, Wayne Rainey, Alex Zanardi, Shoya Tomizawa, Marco Pantani e Marco Simoncelli.
Il secondo, dal titolo La vittoria di Marco, racconta il perché della vittoria di Marco Simoncelli in Malesia, dove il campione muore. La vittoria del sorriso, della gioventù immortale dell’anima che non si vuole arrendere alla gelida stretta di mano della Morte... La vittoria segreta che Marco regala a tutti: alle persone che lo amavano, quelle che hanno scoperto di amarlo il giorno in cui è morto, e anche quelle che lo ameranno leggendolo in questo libro, che l’autore gli dedica con infinito amore.

(tratto e modificato da http://www.clinicamobile.com)

E' un libro difficile quello del dottorcosta. Un libro denso di dolore, sofferenza, perdita di tutto, ma anche carico di tutta la spinta e l'energia che serve per poter sempre risalire nelle esperienze più negative della vita. Un libro dove risalire non vuol dire stare a galla, ma salire oltre la superficie dell'acqua che ci affoga, per uscirne fuori e tornare a camminare, fino quasi a volare con noi stessi, col nostro cuore, la nostra anima, le nostre emozioni. Un libro che insegna a vivere di nostre vittorie, fieri di averle raggiunte.

Un libro duro che condanna la società attuale, i giovani d'oggi con gli insegnanti, le famiglie, che non educano più ai sentimenti e alle emozioni, ma al massimo si limitano ad insegnare tecnicamente il necessario ed indispensabile da sapere per la mera sopravvivenza.Un libro in cui si condanna la tecnologia, da una parte utilissima e dall'altra tremenda nemica dell'animo umano. Si punta il dito sulle scuole e sui genitori, che non trasmettono più ai loro figli la linfa vitale per le loro anime ovvero l'amore, la passione, le emozioni e la capacità di esternalizzarle.

Un libro in cui si parla di grandi piloti che hanno giocato con la morte e che nel bene o nel male, tutti sono sopravvissuti e l'hanno vinta. Un libro intenso che riporta il nostro cuore, ormai inaridito dagli agenti esterni, a battere. Un libro che dovrebbero leggere tutti, per ritrovare loro stessi.

Il volume si pregia della fantastica prefazione di Alex Zanardi legato al “dottorcosta” da una “profonda amicizia”. Un archivio fotografico contenente quasi 200 foto a colori dove si parla di sport, di vittorie, di perdite, ma anche di vita, di morte e di tutte quelle emozioni che popolano la nostra esistenza, senza le quali sarebbe inutile vivere. 

Un libro entusiasmante, ricco di sensazioni, che dovrebbe essere letto anche nelle scuole, per rieducare tutti alle emozioni.

Foto

 








lunedì 10 febbraio 2014

Io che amo solo te - Luca Bianchini

"Ninella ha cinquant'anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell'uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l'inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c'è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la "First Lady". È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet "semicascante" della sposa al gran buffet di antipasti, dall'assegnazione dei posti alle bomboniere - passando per l'Ave Maria -, nulla è lasciato al caso. Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti."

(tratto da www.ibs.it) 

Lo abbiamo soprannominato "Il libro dei peperoncini", con tantissimo affetto! Il motivo è evidente nella copertina!!!

Ho letto Io che amo solo te diversi mesi fa. E' un libro ironico, ma anche amaro, perchè alle battute fa sempre ritorno una nota di nostalgia, di malinconia, di un tempo che fu e delle scelte, giuste o sbagliate, che furono. Un libro divertente, leggero, simpatico, ma che trova anche lo spazio per far riflettere.
Un libro che, tra le tante battute e tra le molte scene ironiche, parla di amore, in tutte le sue forme, in maniera reale e disincantata, attraverso tutte le età e senza tabù, proprio in un paese dove quello che conta è l'apparenza.

Ci sono tutti gli stereotipi del Sud, della Puglia e dei Pugliesi. Che forse stereotipi non sono, ma è una realtà vera e ben descritta. Il matrimonio è il classico evento in pompa magna, come da consuetudine di quelle zone, organizzato nei minimi dettagli, con cura maniacale, perchè un matrimonio al sud deve essere perfetto, che nessuno abbia da ridire. E deve essere ricordato, specilamente se chi si sposa è il figlio del re delle patate!!! Uno di quei matrimoni ai quali almeno una volta nella vita si dovrebbe partecipare, perchè indimenticabile!

Esilarante e scorrevole la narrazione, come esilaranti sono i suoi personaggi. Ninella e don Mimì, col loro amore impossibile che si portano nel cuore fin dall'adolescenza; Chiara e il suo sposo balbuziente Damiano, tra i quali succederà di tutto, inclusa l'entrante suocera della sposa che metterà bocca su qualsiasi cosa, anche sull'impossibile!
Il fratello di Damiano, nonchè testimone dello sposo scomodo in quanto omosessuale, che pur di mascherarsi per salvaguardare le apparenze, si presenterà con un'amica lesbica che farà finta di essere la sua fidanzata... insomma ci saranno tutta una serie di gag divertentissime che trasporteranno il lettore in questi pochissimi giorni di delirio di preparazione al matrimonio e di cerimonia con tanto di banchetto. 

Da questo libro in corso la sceneggiatura per il film, e devo dire che non vedo l'ora di poter guardare quelle persone che mi sono solo immaginata nella mia fantasia.

Vi affezionerete ad ognuno di loro, anche quelli peggiori che sembrano cattivelli, gelosi, invidiosi e quando il libro finirà, non vedrete l'ora di sapere come staranno e cosa faranno i vostri amati personaggi. E allora non vi resterà che leggere anche il seguito: "La cena di Natale di Io che amo solo te"!!!

Consigliato vivamente come lettura divertente, scorrevole, rilassante, ma anche un po' nostalgica, dove l'amore fa da leit-motiv a tutto, come lo fa anche nella vita reale!

domenica 9 febbraio 2014

Il metodo del coccodrillo - Maurizio de Giovanni

"Premio Scerbanenco 2012. Napoli, così, non l'avevamo vista mai. Una città borghese, inospitale e caotica, cupa e distratta, dove ognuno sembra preso dai propri affari e pronto a defilarsi. È esattamente questo che permette a un killer freddo e metodico di agire indisturbato, di mischiarsi alla folla come fosse invisibile. "Il Coccodrillo" lo chiamano i giornali: perché, come il coccodrillo quando divora i propri figli, piange. E del resto, come il coccodrillo, è una perfetta macchina di morte: si apposta, osserva, aspetta. E quando la preda è a tiro, colpisce. Tre giovani, di età e provenienza sociale diverse, vengono trovati morti in tre differenti quartieri, freddati dal colpo di un'unica pistola. L'ispettore Giuseppe Lojacono è l'unico che non si ferma alle apparenze, sorretto dal suo fiuto e dalla sua stessa storia triste. È appena stato trasferito a Napoli dalla Sicilia. Un collaboratore di giustizia lo ha accusato di passare informazioni alla mafia e lui, stimato segugio della squadra mobile di Agrigento, ha perso tutto, a cominciare dall'affetto della moglie e della figlia. È il giovane sostituto procuratore incaricato delle indagini, la bella e scontrosa Laura Piras, a decidere di dargli un'occasione, colpita dal suo spirito di osservazione. E così Lojacono, a dispetto di gerarchie e punizioni, l'aiuterà a trovare il collegamento, apparentemente inesistente, tra i delitti. A scorgere il filo rosso che conduce a un dolore bruciante, a una colpa non redimibile, a un amore assoluto e struggente."

(tratto da www.ibs.it)

Il metodo del coccodrillo dà vita ad una nuova serie di Maurizio De Giovanni. Dico nuova perchè la precedente serie vede come protagonista il Commissario Ricciardi, serie che rende noto e grande lo scrittore. Il metodo del coccodrillo abbandona Ricciardi per aprire la strada non solo a Peppino Lojacono, ma a tutta una serie di personaggi veri e sentiti che conosceremo poi negli altri due libri pubblicati: "I bastardi di Pizzofalcone" e "Buio per i bastardi di Pizzofalcone". 

In questo romanzo che mescola giallo, poliziesco, noir, si scopre una Napoli dai tratti borghesi e al contempo disperati. Si analizza la società dai livelli più ricchi a quelli più poveri e anche un po' malfamati. Un libro che tiene il lettore incollato fino all'ultimo rigo dell'ultima pagina. Una storia che attanaglia il lettore fino a renderlo paretecipe delle indagini insieme a Lojacono e alla Piras. 

Un libro scritto magistralmente, uno di quei romanzi dove il lettore si schiera con le forze dell'ordine alla ricerca di questo assassino del quale non si sa niente, o quasi, fino alla fine. La suspence è tenuta altissima durante tutta la narrazione ed è impossibile chiudere il libro prima di essere arrivati alla fine!

Maurizio De Giovanni ha una grandissima dote, quella di scrivere di problemi quotidiani, reali, probabili, senza però coinvolgere il problema principale della Napoli attuale. Non si attacca allo stereotipo della camorra. Sarebbe stato ovvio creare un romanzo su un problema assai noto, aggrapparsi al conosciuto, un po' come scrivere di Palermo e parlare di mafia. Invece no, lui scrive della sua città ignorando la camorra, perchè i crimini possono essere di vario tipo e non sempre la camorra c'entra. Parla della sua città con i problemi di tutte le città, non delle sue eccezioni. Ed è proprio questo a rendere il suo romanzo strepitoso.

I personaggi che incontrerete rimarranno a lungo con voi, perchè lo scrittore ha avuto l'abilità di creare personaggi vivi, veri. Come amo dire io, sono personaggi "di pancia", di quelli che quando leggi, te li senti nello stomaco, gioisci con loro e soffri con loro... fino a creare un tutt'uno tra lettore e personaggio. 
Non manca poi il calore della gente del Sud. Nelle battute e nei modi di dire, si percepisce tutta l'apertura che solo al Sud hanno il pregio di possedere!
Un libro duro, aspro, talvolta raccapricciante, ma mai volgare, sempre al di sopra di tutto. Bravo Maurizio!

Vi consiglio vivamente la lettura, ne rimarrete sicuramente estasiati e non potrete fare a meno di leggere i successivi!


giovedì 6 febbraio 2014

Maurizio De Giovanni

Mi piacerebbe consigliarvi un grande scrittore napoletano: Maurizio De Giovanni. Di libri ne ha già scritti molti, che sono stati anche trodotti all'estero. Da dove cominciare quindi?
Io suggerisco la serie più recente, giallo-noir, partendo da "Il metodo del coccodrillo", e se questo vi piacerà, continuate pure con "I bastardi di Pizzofalcone" e "Buio per i bastardi di Pizzofalcone".
Tutti da 10 e lode.
Ovviamente fatemi sapere cosa ne pensate dopo che li avrete letti!!!